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FESTA MINIMA

Chiamarlo un anno difficile è un eufemismo. Nessuno se lo aspettava, che potesse succedere. Vivevamo belli incartati in una limitata e soffice incertezza, lavori precari, pensioni e stipendi così così. Poi però c’era il sabato per un giro al centro commerciale e per la pizza con gli amici. Ultimamente avevamo fatto persino l’abbonamento a Netflix, e ci sentivamo piuttosto bene.
Poi è arrivato lui, il virus, bastardo e infinitamente piccolo. Ha cambiato le cose in pochi mesi a tutti noi che pensavamo di essere molto bravi e infinitamente grandi: interi continenti e milioni di persone alle prese con la parola “epidemia”, quella stessa che prima di allora si sentiva ogni tanto nei notiziari che ne parlavano solo per paesi sconosciuti e lontani, e che comunque – si sapeva -non poteva riguardare noi. E’arrivata pure quella strana parola inglese, che pochi avevano sentito prima: lockdown. Una delle poche parole straniere di cui rapidamente tutti hanno compreso il significato. Sono passati così tanti mesi di una guerra silenziosa, scandita soltanto da cifre quotidiane e ossessionanti. Fuori la vita si è fermata, i negozi hanno abbassato le saracinesche, siamo rimasti tutti chiusi in casa e abbiamo annientato i desideri. Così, dopo tanto, tantissimo tempo, stanchi e smarriti, siamo arrivati a Natale.
Quest’anno nella mia città tutto ha perso splendore. E’ stata, diciamo, una festa minima. Qui, in periferia, le abitazioni mostravano lievi segni di vita, strisce di luci intermittenti appese ai balconi e rese spettrali e assurde dalle strade semideserte. Ora poi, che il Natale è passato, e il Capodanno è stato salutato in pochi minuti con la rabbia di botti e fuochi d’artificio come artiglieria, è tornato il silenzio dell’attesa, e la sera alle finestre dei palazzi restano piccoli bagliori di led, stelle comete di plastica, palline colorate ormai opache, segni di un festa che comunque non c’è stata e non si sa tanto bene se sarà di nuovo la stessa. Passerà, sicuramente. Ci vorrà tempo, ci vorrà tempo.


Le foto della racccolta sono state scattate tra il 27 dicembre 2020 e il 4 gennaio 2021 nei quartieri romani: Tufello, San Basilio, Tiburtino, Prenestino e Don Bosco.
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